La favola più bella è quella che finisce male

Mi è venuta voglia di ricordare la straordinaria impresa del Calais, che probabilmente tutti già conoscono: proprio oggi ricorre il ventesimo anniversario della finale di quella incredibile Coupe de France che vide una squadra di dilettanti di quarta categoria giocarsi il trofeo più prestigioso di Francia nel mitico Stade de France di Parigi, teatro di ogni finale di Coppa Nazionale.
I dilettanti giallorossoneri, molti di loro pescatori, giocavano a pallone per puro divertimento: la formula della Coppa di Francia prevede la partecipazione di tutte le squadre iscritte ai campionati ufficiali, compresi quelli dilettantistici.
Naturalmente appena queste squadre trovano compagini di categoria superiore perlopiù vengono eliminate.
E’ un po’ come immaginare la Sanremese che lotta per vincere la Coppa Italia: da noi sarebbe impensabile… e forse anche in Francia per il Calais, prima di quell’anno!
Invece il club portuale sconfigge tutti i suoi avversari nei primi turni ed arriva, già abbastanza a sorpresa, agli ottavi di finale, dopo aver eliminato addirittura il Lilla, che a quell’epoca era in seconda divisione.
Lì incontra il Cannes, squadra di League 2, ossia la nostra serie B: come se la Sanremese contendesse il passaggio ai quarti al Perugia o al Benevento.
I calesiani riescono ad arrivare ai calci di rigore dopo un sofferto pareggio per 1-1 e clamorosamente passano il turno.
Fra le prime 8 squadre, c’è il Calais!
Adesso è il turno dello Strasburgo, squadra di League 1, diciamo che il paragone potrebbe essere uno scontro fra Sanremese e Bologna: per tutti il risultato è scontato e anzi si temono goleade e figuracce.
Invece la gara è incredibilmente equilibrata, lo Strasburgo si ritrova questi ragazzi pieni di verve e anche di buone qualità che giocano per passione e che senza assilli vogliono credere alle favole: dopo essere passato in vantaggio e aver pensato ad una facile passeggiata, chiude il primo tempo sotto 2-1.
Il Calais, nel secondo tempo, difende il prezioso vantaggio con le unghie e incredibilmente riesce a portare in fondo la vittoria.
Semifinale!!!
Dove però c’è il Bordeaux, campione di Francia in carica.
Sanremese-Juventus.
La gara è tesa, il Bordeaux la prende sul serio, non vuole fare scivoloni come accaduto ad altre compagini blasonate e il Calais gioca accorto, ma concentrato: tutti i protagonisti ci credono, vogliono il sogno e lottano senza esclusione di colpi su ogni pallone e mettono dentro al campo passione e gioia, spensieratezza e sana spudoratezza.
I campioni hanno qualche occasione, sono superiori, ma non riescono a segnare, ci provano fino all’ultimo ma i giallorossi hanno eretto un muro per proteggere i propri sogni.
I Girondini sono costretti ad andare ai supplementari e si fanno sorprendere da un eurogol strepitoso che porta il Calais in vantaggio: reagiscono furiosamente e pareggiano quasi subito.
Sembra che l’inerzia della gara sia dalla loro parte, ma il Calais non molla il coltello, stretto sotto ai propri denti con forza inaudita, così quasi allo scadere del secondo tempo supplementare un errore di un difensore in maglia blu spalanca le porte al vantaggio calesiano.
Dopo poco, in contropiede, arriverà persino il 3-1: è il tripudio di un’intera città.
Calais, la mattina dopo, si risveglia in un sogno.
Tutto il paese ormai segue le gesta dei propri eroi e preparano l’esodo per il 7 maggio 2000: tutti a Parigi a tifare, sarà quel che sarà.
In finale c’è il forte Nantes.
Ma i ragazzi, pur impauriti dall’esibirsi in un tempio del calcio dove loro mai avrebbero immaginato di giocare, spinti da un’intera città traslocata per l’eccezione, iniziano a tirare fuori tutte le loro giocate, stordiscono gli avversari, fanno gol e chiudono il primo tempo in vantaggio.
Il sogno è lì, a portata di mano.
E non è la Danimarca del ’92, che pur essendo stata una grande sorpresa, era comunque una squadra di buoni giocatori, tutti professionisti.
Qui si tratta di un club di dilettanti che si è messo in testa di insegnare calcio a chi lo pratica ad alti livelli.
Il Nantes nel secondo tempo pareggia, poi al novantesimo il sogno si infrange, per colpa di un arbitro che evidentemente non sopporta le favole: si inventa un rigore completamente inesistente a favore del Nantes, che lo trasforma in rete e si porta a casa il trofeo.
Alla premiazione il capitano del Nantes ha voluto alzare la coppa insieme a quello del Calais e tutto lo stadio, di qualunque fede calcistica, ha applaudito e gioia e lacrime si sono mescolate in un’immensa serie di emozioni indimenticabili.

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