Tempo da mangiare

Se c’è una cosa che ho imparato è che il tempo vola e non torna più… e che quindi, salvo eccezioni, dovremmo stare più attenti a dire “non vedo l’ora” o ad annoiarci.
Alcuni popoli, per esempio in Sud America, vanno slow, hanno abitudini ben lontane da quelle frenetiche cui siamo abituati da queste parti.
Ma la cosa che mi fa specie è l'”anticipo” del tempo, fenomeno divenuto insopportabilmente frequente a tutti i livelli.
Ormai, se c’è una ricorrenza, ai telegiornali iniziano a ricordarla qualche giorno prima, un po’ come se per il mio compleanno mi facessero gli auguri una settimana prima: “auguri Sandro, fra una settimana è il tuo compleanno!”.
Ma quest’ansia è solo per “precedere” l’informazione della concorrenza, facendo quindi disinformazione con la complicità del pressappochismo ormai generalizzato, o è semplicemente l’applicazione del “mangiare il tempo” di cui sopra?

Libertà e politica

Il mio concetto di libertà, in fondo, è molto semplice: credo sia corretto, ancorché probabilmente molto difficile da applicare, il concetto che prevede totale libertà per ciascun individuo, a patto che non si ledano la libertà altrui e non si condizionino negativamente altre persone o comunità.
Applicato alla politica tale concetto trova incredibili veti sia a destra che a sinistra.
Ormai non mi meraviglio più di questa sinistra moralista, nemica della libertà e spesso a braccetto con chi la libertà la profana continuamente.
Ma è incredibile invece come sia a destra che si trovano paletti senza senso, proprio dagli autoproclamati liberali: no a tutto, no ai gay e ai loro diritti, no alla liberalizzazione della droga, no alla liberalizzazione della prostituzione, no alle adozioni “non tradizionali”, no a qualunque cosa che devii da regole impossibili da rispettare o accettare per milioni di persone.
Ma perché? Dov’è la libertà con cui si riempiono la bocca?
Ormai mi devo arrendere all’evidenza: la partita non si gioca più, se mai si è giocata, su questo piano.
Evidentemente il tema a me più caro è relegato nelle retrovie e forse addirittura cestinato per sempre da tutti.
La politica, cioè noi, non mi appartiene più: non mi restano che i sogni

Dialoghi onirici

  • Caro Sandro, ciao
  • Chi sei?
  • Sai benissimo chi sono
  • Ma dai, anche tu sai benissimo che non esisti
  • Ah no? E allora chi ti sta parlando?
  • Una proiezione di me stesso
  • Sei un testone anche mentre dormi
  • Giusto, allora senti una cosa: perché non ti fai vedere quando sono sveglio?
  • Sai bene che non posso: dimmi, cos’altro posso fare per farti capire che ci sono?
  • Ci sei, lo so… ma tu muori con me, non sei onnipotente
  • Beh, in un certo senso è così, ma io resto per gli altri
  • Finché non muoiono…
  • Ma ci sarà sempre qualcuno e ci sarò sempre io
  • E quando non ci sarà più l’umanità?
  • Ci saranno sempre forme di vita intelligenti nell’universo e io sarò sempre necessario
  • Oso: ti chiami Sandro, per caso?
  • Sei simpatico, del resto sono il tuo dio
  • Ma mi spieghi che cazzo significa l’esistenza delle chiese e degli assembramenti di persone e dei fanatismi…
  • Fermati lì, quelle sono cose che non conosco, le avete inventate voi uomini
  • Ok… posso svegliarmi, adesso?
  • Sì, certo. Ma non ti dimenticare che non siete tutti uguali, tu hai bisogno di me come gli altri, solo che loro non riescono a non condividermi. Mettiamola così
  • Ma cosa condividono? Ognuno ha il suo dio, no?
  • E’ il tuo modo di ragionare e va bene così. Lascia liberi gli altri di ragionare come credono
  • D’accordo, ok… basta che non mi rompano i coglioni
  • Va bene, sai tu come fare
  • Sì, fino a che quei fanatismi non diventano fonte di violenza, come spesso accade
  • Hai ragione, ma io non c’entro nulla
  • Lo so e so anche che tu non hai creato nulla
  • Hai letto Hawking, eh?
  • Già
  • Lascia credere, anche che io possa intervenire in qualche modo. In fondo qualcuno riesce nelle proprie cose proprio perché spinto da questo e dopo ci crede ancor di più
  • Ma sì va bene, adesso però ti devo proprio salutare
  • Buona giornata                                                                                                         Drrrrrrrin

Moralisti o furbetti?

La canna.
Premetto che io non me ne sono mai fatta una e non riesco a dimenticare quel giorno del lontano 1987 quando in caserma ero l’unico su 15 persone della mia camerata a non partecipare al Canna day organizzato da uno dei miei “colleghi”.
Ero ancora ingenuo e avevo vissuto una vita molto “riparata” rispetto agli altri, ricordo ancora lo stupore con cui alcuni di loro mi guardavano, come fossi un alieno.
Ed io ero stupito a mia volta nei loro confronti perché non avrei mai immaginato di saperli “cannati” come si dimostrarono.
Non credo che dopo oltre 32 anni le cose siano migliorate, anzi…
In questo contesto, nel 2019 quasi 2020 devo ancora assistere a frasi demenziali tipiche di una ben delineata parte politica italiana del tipo “abbiamo evitato lo Stato spacciatore”, oltretutto in riferimento a cose che neanche hanno nulla a che fare con la droga.
Siamo ancora a questo livello, al pensiero popolare completamente deviato e ancorato ad una realtà che non esiste, ad un moralismo e ad una ipocrisia intollerabili.
Ma questi personaggi sono specchio del popolo ignorante e moralista o sono dei furbetti che cavalcano questa onda insopportabile per mantenere i privilegi della malavita, a cui lo Stato non riesce o non vuole sovrapporsi?

Stile juve anche in borsa

C’è una squadra innominabile nel calcio italiano, protagonista indiscussa di certificati abusi di potere e per questo odiata da milioni di persone come me.
Mi mancavano però le vicende di piazza Affari… facciamo un passo indietro: stufi di essere arrivati vicini a conquistare quella coppa senza vincerla per l’ennesima volta (se togliamo quella intrisa di sangue dell’Heysel, vinta per un rigore dato dall’arbitro per un fallo a centrocampo su chiaro ordine dall’alto per impedire un massacro e quella vinta ai rigori in casa contro una squadra di morti, i bianconeri non hanno mai vinto nonostante le mille partecipazioni e, spesso, i netti favori del pronostico), lor signori decisero di puntare uno dei due giocatori più forti al mondo, ossia CR7.
Naturalmente non hanno vinto lo stesso, tanto per cambiare… solo che stavolta hanno dovuto sostenere costi elevatissimi, non coperti dal ritorno economico di una vittoria finale che non c’è stata.
Bilancio in profondo rosso e preoccupazioni sparse, ma qui entra in ballo lo stile juve: campagne pubblicitarie assillanti sul titolo che garantisce un ritorno sicuro, e via con tabelle e dimostrazioni varie.
Non si sa come, evidentemente il mercato ci ha creduto e la gente si è fatta abbindolare, poi è arrivato improvviso l’aumento di capitale da parte dei soci per coprire il buco.
Naturalmente il prezzo delle azioni era mooolto più basso di quello di mercato.
Dopodiché il crollo, con buona pace dei risparmiatori.
Che forse saranno stati anche tifosi.
E così, in un certo senso, lo stile juve si manifesta con un autogol.
Nel frattempo CR7 è sempre lì a riscuotere stipendi insostenibili: per evitare un altro aumento di capitale, avranno comprato tutti gli arbitri delle prossime partite di Champions League?

Intervista su Dio

Intervista del 08/11/2019

 

Buongiorno, Sandro, grazie per aver accettato l’invito!

Buongiorno, prego, nessun problema.

Allora, come sai l’intervista di oggi si incentra su Dio… vengo subito al punto: tu ci credi?

No.

Quindi sei ateo.

No, non mi piace definirmi così: gli atei sono solitamente persone che portano rancore verso chi crede solo perché non vedono le cose al loro stesso modo e così hanno costruito una religione anche loro e l’hanno chiamata ateismo.

E allora come puoi definirti, agnostico?

No, semplicemente non devo definirmi.

Beh diciamo che sei ateo, dai. Come minimo non sei un frequentatore delle chiese.

Esatto. Sì, credo che il punto sia questo: una volta mi fu detto che c’è chiesa quando si è due o più persone. In questo senso per me la chiesa non esiste.

Aspetta, fammi capire: se non credi in Dio, il fatto di essere da solo cosa significa per te?

Significa vivere la mia spiritualità senza condividerla: ognuno di noi ha un rapporto con la propria spiritualità e per me è fondamentale proteggere questo rapporto. Io non voglio e non posso condividere nulla della mia sfera spirituale.

Continuo a non capire: ma allora in un certo senso Dio esiste, seppur un “tuo” Dio?

Forse. Diciamo che la cosa non ti riguarda come non riguarda nessun’altra persona. Di certo il Dio a cui alludi per me non esiste.

Quindi neanche il Diavolo…

Ovviamente.

Esistono i buoni e i cattivi?

No, esistono gli uomini, noi. E siamo tutti potenzialmente buoni e potenzialmente cattivi.

Quindi Dio e il Diavolo sono dentro di noi.

No, sono noi. E’ diverso.

Ma allora vieni al “Dio ha fatto l’uomo a sua immagine e somiglianza”?

Credo che il valore simbolico di certe cose sia perduto nella voglia dell’uomo di voler per forza dare un significato letterale a puri simboli. Un modo come un altro per affermare il proprio potere, da cui nascono le chiese.

Ma tu persegui il Bene?

Certo, la mia breve esistenza ha l’obiettivo di perseguire proprio il Bene, il mio Dio si chiama coscienza e ci faccio i conti ogni giorno.

Credo tu sia più cristiano di quanto voglia sembrare.

Credi quello che ti pare.

Grazie per l’intervista.

A te.

28 Ottobre

Oggi è San Simone, ma la cosa rilevante di questo giorno è che 126 anni fa nacque mia nonna Ada, deceduta un giorno prima del mio sedicesimo compleanno, compagna meravigliosa della mia infanzia e complice amica della mia adolescenza.
La nonna Ada, unica dei 4 nonni che ho conosciuto, era una persona buona e mite e la sua morte fu il primo vero grande dolore della mia vita.
In occasione di quello che sarebbe stato il suo compleanno, però, oggi si festeggia un’altra cosa, ossia… i miei primi 20.000 giorni!
La vecchiaia incombe… in tutti i sensi!